Piante alimurgiche

L’alimurgia per l’alimentazione quotidiana

Fra le piante alimurgiche si distinguono le erbacee, le arbustive e le arboree e di tutte loro, bisogna saperne riconoscere le varie parti eduli: queste piante, se raccolte ad uno stadio ottimale del loro sviluppo e opportunamente preparate, sono dei gustosi e utili alimenti.

Ogni luogo ha la propria tradizione culinaria e cercando fra le ricette più antiche, soprattutto quelle tramandate oralmente, si possono ritrovare fra gli ingredienti le erbe “selvatiche”, appunto le erbe alimurgiche.

La loro conoscenza  sta lentamente scomparendo sia  a causa della riduzione dei campi di raccolta dovuta all’intensa urbanizzazione che per l’uso sistematico degli erbicidi nell’agricoltura convenzionale, in quanto considerate “piante infestanti” (erbacce); non ultimo perché il tramandare delle conoscenze alle nuove generazioni è stato eluso.

Quell’antico sapere fitoalimurgico è attualmente appannaggio delle persone più anziane che vivono nelle piccole località lontane dai centri urbani  e dei pochi appassionati che, riavvicinandosi alla natura vegetale, riscoprono il piacere di raccogliere e soprattutto di riconoscere le piante.

Evitiamo di ricorrere sempre alla comoda offerta di cibi globalizzati e destagionalizzati, impoveriti dei sapori e degli odori originari, riappropriamoci gradualmente di questo patrimonio di conoscenze, drammaticamente eroso negli ultimi decenni e godiamo del piacere gustativo, tattile e ricreativo che ne deriva, ma soprattutto ricordiamoci che molte piante alimurgiche, essendo usate anche in fitoterapia, se consumate con sapienza, esplicano un “relativo” potere curativo e benefico per la nostra salute.

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