Malattia del Ciliegio [Corineo]

Per tutte le richieste di suggerimenti o di domande di ogni tipo.

Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda raffaele73 » 11/05/2013, 14:35

Salve a tutti,
ho caricato su mediafire delle foto di foglie dei miei ciliegi, ne ho 3 e sono tutti malati, e le ho inserite creando una sottocartella nel file Immagini Varie per Forum, l'indirizzo è il seguente: http://www.mediafire.com/#rhairhxj8b1wq. Non riesco a capire di cosa si tratti, fatto sta che da quando ho questo orto (due anni) sono sempre stati ammalati e gli alberi fanno pochissime ciliegie che marciscono o addirittura ammuffiscono sul ramo prima ancora di maturare.
raffaele73
 

Re: Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda Dhartisatra » 02/07/2013, 14:08

Ciao Raffaele, guardando con attenzione le foglie nella tua foto, si riconoscono 2 tipi di attacchi parassitari: nel primo caso abbiamo la foglia mangiucchiata da una larva di insetto (bruco) contraddistinta del tipico procedere della larva a partire dal bordo della lamina fogliare, mentre nel secondo caso abbiamo le varie fasi di un attacco da "Corineo" (Coryneum beijerinckii), un altro di questi microscopici funghi parassitari che causa una malattia non proprio grave detta vaiolatura, impallinatura o gommosi parassitaria delle drupacee.

Immagine
Foto delle foglie di ciliegio malate

Immagine

Immagine
4 delle 5 fasi della malattia "impallinatura del ciliegio" (corineo)

Direi di concentrarci su questo secondo caso trattandosi di malattia infettiva e quindi più dannosa del bruco che, il più delle volte, è solo un attacco sporadico.

L'attacco da Corineo, va di pari passo con la bolla del pesco avendo le stesse esigenze di temperatura e umidità, per cui gli attacchi si verificano quando, alla ripresa vegetativa, abbiamo piogge continue e temperature basse (in genere il pesco è più colpito in autunno, mentre albicocco e ciliegio in primavera).

E' importante parlare del “Corineo”, e ti ringrazio Raffaele per avermene dato l'occasione per farlo, perché in patologia vegetale viene annoverata tra le difese naturali della pianta e definita più precisamente “resistenza meccanica post-infezionale”, una di quelle difese cioé, che noi amanti del biologico, apprezziamo di più e che dobbiamo imparare a riconoscere.

La pianta cerca di adottare delle strategie per isolare il patogeno e per renderlo innocuo, sviluppando così una sorta di resistenza che è più che altro una forma di “tolleranza” alla malattia; si potrebbe per esempio paragonare alla nostra febbre che sopraggiunge in caso di infezione virale: i virus sono infatti “termolabili” e l'innalzamento della temperatura corporea anche di solo qualche °C risulta efficace a bloccare l'infezione. Ci sono altre piante che reagiscono naturalmente alle infezioni da patogeni, come fa ad esempio l'ulivo contro il batterio Pseudomonas savastanoi agente della "rogna dell'ulivo", anche se, molto spesso, i risultati non giocano proprio a favore della pianta. Tuttavia con queste strategie di difesa, come dicevo, le piante acquisiscono una tolleranza alla malattia ed in qualche modo riescono a sopravvivere dato che lo sviluppo del patogeno viene limitato e conseguentemente anche il danno. Naturalmente si ha anche una debilitazione dovuta a perdita di tessuto fogliare e quindi a riduzione di superficie fotosintetica.

Nella foto ho evidenziato 4 delle 5 fasi dell'andamento della malattia:

I Fase (infezione e vaiolatura): il fungo parassita attacca la foglia e comincia ad espandersi a cerchio (vaiolatura) restandone confinato al centro e si nota fin da subito che la pianta reagisce all'infezione sacrificando delle cellule della foglia e facendo una sorta di “terra bruciata” intorno al patogeno interrompendo l'alimentazione delle cellule del tessuto fogliare situate tutto intorno al parassita (alone clorotico più chiaro che in seguito diventa rossastro) con una linea di contorno ben definito di strato di cellule disseccate detto “strato di abscissione”.

Immagine

II Fase: il tessuto fogliare intorno al parassita dissecca sottraendogli il nutrimento e quindi interrompendone lo sviluppo;

III Fase: grazie all'azione meccanica del vento, il tessuto disseccato della vaiolatura tende a distaccarsi dal tessuto fresco (e sano) della foglia;

IV Fase: il tessuto fogliare disseccato,, con sopra il parassita cade al suolo, lasciando un caratteristico buco nella foglia (impallinatura);

V Fase (gommosi parassitaria): sui rametti colpiti si formano macchie simile a quelle osservate sulle foglie che poi si espandono ed evolvono in cancretti circondati da screpolature dai quali fuoriesce abbondante essudato gommoso. Le gemme colpite si disseccano e su frutti giovani (di pesco in particolare) compaiono macchiette rossastre simili a punture di cocciniglia.

Per aiutare la pianta a difendersi ulteriormente da questa malattia, in genere i trattamenti vanno fatti alla fine della caduta delle foglie e alla fase di prefioritura (bottoni fiorali) con poltiglia bordolese alcalina al 2%, ma si potrebbero provare anche i preparati biodinamici suggeriti contro la bolla del pesco e/o il macerato di equiseto.


Ciao. Domenico
"L'autoproduzione è l'unica maniera più sostenibile per poter vivere la nostra natura di consumatori" (Dhartisatra)
Avatar utente
Dhartisatra
Amministratore
 
Messaggi: 570
Iscritto il: 16/12/2011, 19:00
Località: San Giuliano Terme (PI)

Re: Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda raffaele73 » 03/07/2013, 23:10

Grazie per la sempre esauriente risposta, Domenico, che tra l'altro spiega anche la bolla che ho sui miei pochi peschi. Ho già letto in precedenza i tuoi suggerimenti compreso quello di appendere tra i rami dei gusci di uovo (pratica che ho subito applicato su uno dei miei peschi malati) e mi chiedevo se la stessa può andar bene per ciliegi, melo e peri (anche loro malmessi). Attualmente il pesco con i gusci d'uovo presenta delle belle foglie di color verde intenso, e io sono daltonico! Comunque non ci sono macchie, ma è anche vero che ora la temperatura atmosferica si aggira sui 26/28 gradi di giorno, mentre di notte continua a scendere sui 18/20. Quindi questo miglioramento potrebbe anche esser dovuto alle temperature, nonostante le pioggie non manchino. La poltiglia bordolese vedrò comunque di darla in autunno, non essendo riuscito a darla in primavera. Il pesco inoltre presenta alcuni frutti, mentre l'anno scorso ne aveva solo uno (se ce n'erano stati altri dovevano già essere marciti e caduti prematuri). Ti aggiornerò sui risultati di quest'esperimento anche verso la fine dell'estate. Ciao e grazie ancora.
raffaele73
 

Re: Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda Nutless » 04/02/2016, 16:02

ciao Domenico, ti ringrazio per la condivisione delle tue conoscenze, per me è davvero interessantissimo questo sito.
Dopo la scomparsa di mio padre mi ritrovo a curare il suo frutteto (lui però utilizzava prodotti di sintesi...) e devo imparare a riequilibrare il micro ecosistema per limitare le avversità presenti.

Vorrei chiederti: che differenza c'è se uso la poltiglia neutra invece che basica al 2%? (nel video che avevi linkato dicevi che era preparato all'1%, ma mettevano le tue stesse proporzioni di solfato di rame 200 g in 8 litri d'acqua e calce spenta 130 g in 2 litri d'acqua, e il ragazzo dice che così è neutra.)

Di poltiglia ne ho avanzato un preparato neutro di circa 200 g.
Mi sembra di capire che la differenza è la maggior persistenza della poltiglia basica al contrario di quella acida (che a sua volta è più "aggressiva")

Il polisolfuro di calcio lo trovo già preparato o devo procurarmi io gli ingredienti?


p.s. da alcuni anni mi sto informando sull'autocostruzione e quando potrò vorrei praticarla.
Nutless
 

Re: Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda Dhartisatra » 04/02/2016, 17:23

Esattamente: variando le dosi di rame e calce si possono ottenere poltiglie acide,alcaline o neutre.
Le miscele acide svolgono un’azione pronta, ma più facilmente risultano fitotossiche e perciò ustionanti per le piante trattate, quelle alcaline sono lente, ma più persistenti anche per la maggior adesività conferita dalla presenza di maggiori quantitativi di calce.
Una poltiglia bordolese neutra potrebbe essere una giusta via di mezzo.
I rameici in genere hanno anche il potere si dice di "redistribuzione", nel senso che con la pioggia (non proprio di quelle dilavanti) il prodotto si redistribuisce sulle foglie e gli organi già trattati in precedenza.
Tieni inoltre presente che il prodotto va preparato solo per l'uso e non può essere conservato...

Il polisolfuro di calcio ti suggerisco di comprarlo nei preparati già pronti per l'utilizzo nelle opportune dosi e diluizioni perché è difficile e pericoloso prepararlo da sè.

Ciao, Domenico.
"L'autoproduzione è l'unica maniera più sostenibile per poter vivere la nostra natura di consumatori" (Dhartisatra)
Avatar utente
Dhartisatra
Amministratore
 
Messaggi: 570
Iscritto il: 16/12/2011, 19:00
Località: San Giuliano Terme (PI)

Re: Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda Nutless » 09/02/2016, 17:48

grazie Domenico.
tu cosa ne pensi dell'utilizzo di estratto di semi di pompelmo in luogo di prodotti rameici, e di bicarbonato di sodio invece dello zolfo?
sono un pò incerto se utilizzare il polisolfuro di calcio, mi piacerebbe avere riscontro di chi ha utilizzato il bicarbonato e capire se ha efficacia similare allo zolfo.
Nutless
 

Re: Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda Dhartisatra » 15/02/2016, 18:20

Che io sappia l'estratto dei semi di pompelmo ha azione più che altro battericida piuttosto che fungicida e forse perché l'estratto contiene sostanze acide come l'acido citrico; i funghi si sa che vegetano bene su substrati acidi mentre sono inibiti nella crescita in presenza di sostanze alcaline. I rameici invece hanno un ampio spettro di azione esclusivamente antifungina e che ne ha fatto la loro notorietà e ne ha determinato il loro largo impiego. Il rame però è un metallo pesante e come tale il suo accumulo è tossico per la salute umana e questo è il motivo per cui si tende a eliminarlo anche dall'agricoltura biologica...

Lo zolfo, molto efficace contro l'oidio (mal bianco) e sicuramente meno per questa malattia (corineo), agisce in forza della grande necessità di umidità di questi parassiti. Come meccanismo d'azione, infatti, lo zolfo tende ad essere un "disidratante" in quanto distrugge lo strato lipo-proteico delle membrane conidiche causando la fuoriuscita dei contenuti protoplasmatici, mentre in altri casi si sostituisce all'ossigeno della molecola di acqua (H2O) accumulandosi come H2S all'interno delle cellule fino ad ucciderle.

Il bicarbonato di sodio invece è un alcalinizzante e quindi agisce sul PH delle soluzioni alterando e inibendo tutte le funzioni vitali della cellula a partire dagli scambi ionici (io direi a questo punto non solo del parassita ma evidentemente anche dell'ospite - cioé la pianta - che dovesse assorbirlo attraverso le aperture stomatiche delle foglie, per cui l'uso va sperimentato con una certa attenzione). Credo che in entrambi i casi, sia dello zolfo che del bicarbonato, siamo di fronte ad un'azione contatticida e pertanto agiscono solo in presenza del parassita...(quindi ectoparassiti o parassiti che svolgono il proprio ciclo biologico soprattutto all'esterno dell'ospite e molto meno per gli endoparassiti).

La malattia delle piante dipende da tanti fattori concomitanti tra cui lo stato di salute della pianta, l'umidità relativa dell'aria, la piovosità, la temperatura, la fertilità del suolo, ecc. per cui nell'effettuare la cura "alternativa" con prodotti naturali certamente meno efficaci dei prodotti di sintesi, si possono fare solo delle prove a diverse concentrazione, spruzzati sulla pianta in diverse fasi fenologiche e cmq il più possibile durante la fase di fuoriuscita del parassita, evitando assolutamente di irrorare quando la pianta è in fioritura per non danneggiare e interferire sull'impollinazione. Questo è l'unico consiglio che mi sento di dare.

Ciao, Domenico
"L'autoproduzione è l'unica maniera più sostenibile per poter vivere la nostra natura di consumatori" (Dhartisatra)
Avatar utente
Dhartisatra
Amministratore
 
Messaggi: 570
Iscritto il: 16/12/2011, 19:00
Località: San Giuliano Terme (PI)

Re: Malattia del Ciliegio [Corineo]

Messaggioda Nutless » 29/02/2016, 21:31

grazie Domenico, come tua abitudine una risposta completa e ben esposta.
ciao
Nutless
 


Torna a RICHIESTE SUGGERIMENTI VARI

Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti