Parassita da riconoscere [Capnodius Tenebrionis]

Per tutte le richieste di riconoscimento degli insetti che popolano il nostro orto.
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cpighin
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Parassita da riconoscere [Capnodius Tenebrionis]

Post by cpighin »

:) Ciao,

non ho trovato una sezione migliore dove postare questa richiesta. Se Domenico lo ritiene opportuno può spostarla dove meglio crede, oppure cambiare il titolo al Subforum.

L'immagine che segue si riferisce ad un pruno che ho deciso di eliminare perché mi è sembrato malato. Ed infatti le radici erano deboli ed ho fatto poca fatica ad estirparlo. Ho poi subito notato i due parassiti riprodotti in dettaglio che vivevano all'interno di radici primarie producendo gravi danni ed una sorta di polverina rosso-ocra, come si può vedere.

Image

Di quale parassita si tratta?

Grazie Domenico :)

Dhartisatra
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Re: Parassita da riconoscere [Capnodius Tenebrionis]

Post by Dhartisatra »

Si tratta del temibile "capnodio" (Capnodius Tenebrionis) un coleottero della famiglia dei Buprestidae che attacca solo le drupaceae (pesco, susino, albicocco, ciliegio e mandorlo); il mandorlo viene meno preferito dall'insetto.

Quelle che hai trovato nella radice del pruno sono le sue larve che rodono per circa 2 anni scavando gallerie nella radice e nella parte basale del tronco sotterrata (quella segatura rossastra che si nota nelle gallerie è la "rosura" del legno).

Da adulti fanno un po' meno danni, ma rodono le gemme e le foglie all'altezza della parte terminale del picciolo (comportamento caratteristico dell'insetto) facendole cadere al suolo e lasciando sul rametto solo il picciolo.

Purtroppo la pianta giovane attaccata da questo insetto il più delle volte deperisce fino a morire e siccome l'adulto femmina depone le uova nel terreno ci sta che anche il terreno intorno alla pianta sia infestato.

Quindi i rimedi agronomici che suggerisco (ovviamente senza fare uso di fitofarmaci) sono:

1) estirpare la pianta (come hai ben fatto) e bruciarla interamente, uccidendo così le larve e le pupe residue (questo è uno di quei rarissimi casi in cui, per sicurezza, i residui colturali conviene bruciarli, anche se di fatto la larva si nutre di "legno vivo"); meglio ancora se la bruciatura dei residui la si esegue sul punto stesso dove si trovava la radice, mescolando alla fine la brace ancora ardente al terreno in modo da ottenere una maggiore sterelizzazione del terreno tutto intorno alla pianta estirpata;

2) cercare di evitare di ripiantare nello stesso luogo un fruttifero, o se proprio non si può fare a meno di farlo, allora conviene che non sia più della famiglia delle drupacee;

3) prima di trapiantare la nuova pianta, rivoltare il terreno mettendo in profondità lo strato superficiale, in modo da devitalizzare eventuali uova o larvette;

4) in caso di presenza di altre drupacee nelle vicinanze della pianta attaccata, sorvegliare periodicamente le zone del colletto (parte basale del tronco) e raccogliere ed eliminare eventuali adulti che ora sai come riconoscerli (si catturano facilmente con le mani perché non riescono a volare bene) e che si dovessero scorgere nei paraggi durante il periodo degli accoppiamenti e delle ovideposizioni nel terreno: ciò avviene da giugno a settembre col favore delle alte temperature estive.

Hai messo il post nella sezione giusta e quanto prima vedrò di realizzare la relativa scheda entomologica inserendovi le tue esaurienti immagini... ;)

A presto. Domenico.

PS: qualche ora fa qui c'è stata una notevole scossa di terremoto dapprima sussultoria e poi ondulatoria, che non sentivo così intensa dal lontano terremoto del 1980, però la casina in legno autocostruita ha retto egregiamente alle sollecitazioni e diciamo pure che si è fatto il "collaudo antisismico" :lol:
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Re: Parassita da riconoscere

Post by cpighin »

:) Grazie Domenico!

Dall'immagine dell'adulto che hai linkato, mi pare di riconoscere l'insetto che ho visto sull'albicocco che stava morendo, sul finire dell'estate. Vedremo quest'anno come si comporterà la pianta, ricresciuta dal basso.

Attenzione: forse il nome corretto dell'insetto è Capnodis tenebrionis ;)

Claudio :)

Nutless

Re: Parassita da riconoscere [Capnodius Tenebrionis]

Post by Nutless »

A fine estate scorsa mi è morto un susino giovane, credevo per stress idrico data la stagione secca.
In autunno ho tagliato il fusto secco, lasciando due polloni che erano spuntati.
Nel caso volessi scavare e cercare le radici per verificare non sia presente la larva del capnodio, in quale periodo mi consigliate di intervenire per sondare l'apparato radicale?

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Re: Parassita da riconoscere [Capnodius Tenebrionis]

Post by Dhartisatra »

Nutless wrote:A fine estate scorsa mi è morto un susino giovane, credevo per stress idrico data la stagione secca.
In autunno ho tagliato il fusto secco, lasciando due polloni che erano spuntati.
Nel caso volessi scavare e cercare le radici per verificare non sia presente la larva del capnodio, in quale periodo mi consigliate di intervenire per sondare l'apparato radicale?
Ovviamente i danni da larva si manifestano maggiormente dopo lo stress aggiuntivo della stagione estiva...

Ora, se il tuo susino è un franco (cioé cresciuto da seme) è probabile che i nuovi polloni impiegheranno ancora del tempo prima che riescano a fiorire e fruttificare perchè un po' la pianta, con la perdita della chioma, regredisce allo stato giovanile (a parte che mi sembra fosse ancora giovane e quindi non ancora matura per la fioritura).

Se invece è un susino di una varietà innestata su franco, allora bisogna vedere a quale altezza sono nati i polloni, perché se questi sono nati dal portainnesto allora ti conviene tagliarli per favorire l'emissione e lo sviluppo di nuove gemme dal tratto di legno della pianta innestata in modo da ripristinare la chioma.

Per quanto riguarda l'esplorazione della radice per avere la certezza dell'attacco da insetto, non so a questo punto (a danno verificato) quanto ti convenga farlo perché, a mio avviso, indeboliresti solo ulteriormente la pianta aumentandone lo stress; io ti direi di lasciare le cose come stanno e sperare nel meglio! La pianta è un organismo vivente e sicuramente lotterà contro la morte con tutte le sue forze e le tue semplici cure con l'acqua, la concimazione organica e quant'altro potranno aiutarla nella sua battaglia per la vita...
Ciao, Domenico.
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