DIFESA (della biodiversità naturale)

Bisogna chiarire che in agricoltura il termine "DIFESA", preso da solo, così come viene comunemente usato, non sarebbe adeguato se non riferito all'Uomo stesso che rappresenta l'unico vero nemico della Natura, mentre ha senso solo se lo si considera riferito alla biodiversità naturale (quindi "difesa della biodiversità").
In un'ottica di agricoltura bio-naturale tutti gli esseri viventi dell'ecosistema generale hanno diritto ad esistere liberamente e a nutrirsi tra loro e, l'uomo tra gli altri, si limita a condividere con loro, nel limite del proprio fabbisogno vitale, le piante e i vari prodotti della terra: vale cioé il principio della "non interferenza" per il mantenimento dell'equilibrio naturale, un equilibrio, che essendo di tipo dinamico, spesso è destinato ad alterarsi e il più delle volte per cause umane, ma solo temporaneamente, perché la natura possiede già in sè quei meccanismi di autocontrollo che di volta in volta tendono a ripristinarlo.
Sarebbe quindi più giusto, per un autoproduttore che, in quanto tale, ha a cuore fondamentalmente il rapporto intimo e consapevole con la natura, il miglioramento della fertilità del suolo e il mantenimento dell'equilibrio ecologico basato sulla biodiversità naturale, coltivare più generi di piante diversificando i prodotti, in modo da poter far fronte con più facilità alle periodiche carenze di produzione dovute a eventi naturali (come ad esempio i massicci attacchi parassitari alle piante) considerando che tali eventi, essendo transitori, rientreranno da sè nella normalità, per cui il nostro migliore agire sarebbe quello di non interferire, agevolando in tal modo il ritorno al naturale equilibrio.
Dovremo agire per lo più da attenti osservatori e da custodi dell'equilibrio ecologico, nel vigilare e cercare di evitare il più possibile che tali disequilibri si manifestino, intervenendo, quando necessario, in maniera "molto soft": ogni azione in tal senso presuppone un profondo amore e rispetto per la natura ed una profonda conoscenza dei cicli biologici e delle relazioni (trofiche) tra esseri viventi, ed è quello che ci proponiamo di fare in quersto subforum.
Vien da sè che In fatto di produzioni, la migliore difesa dalle calamità naturali resta sempre quella di conservare i prodotti ottenuti in abbondanza in annate favorevoli, per poterli consumare nei periodi di carenza di produzione.
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