Chi siamo

BIOsCAMBIO è la comunità autogestita e a/commerciale (nel senso di non commerciale) degli autoproduttori/autocostruttori per l’autosostentamento.

L’autoproduzione agricola viene praticata con metodi biologici, biodinamici e/o bio-naturali, è a carattere personale o familiare ed è finalizzata all’autoconsumo; collettivamente, i vari membri della comunità, amano scambiarsi tra loro, sia tramite posta che in incontri dal vivo organizzati dai GASeS locali (Gruppi di Autoproduzione Solidale e di Scambio), semi, ortaggi freschi, trasformati, essiccati autoprodotti e quant’altro utile per l’autoproduzione, non già come baratto (che è pur sempre una delle prime forme commerciali sviluppatesi nel passaggio dalla comunità alla società), bensì come dono-scambio.

“Noi non abbiamo quella presunzione che (ahimé) hanno in tanti  di voler cambiare, per lo più a parole, la società in cui ci ritroviamo, criticando il modo insostenibile di vivere di alcuni solo allo scopo di ottenere consensi, ma abbiamo avuto la fermezza e l’umiltà di quei pochi che hanno voluto cambiare di fatto il proprio stile di vita, prostrandosi alla lealtà della Natura che, integra e indivisibile, è in ogni dove e in ogni cosa, nella consapevolezza che qualunque cambiamento trae origine sempre e solo da se stessi, nel cercare, attraversando il cosmo delle opportune conoscenze, di giungere agli altri dal e nel profondo di sè” (alias_mimmo)

Sebbene si chiami BIOsCAMBIO, la nostra intende essere una “comunità” nel senso etimologico della parola (da cum munus = con dono), per cui, quando diamo agli altri, semplicemente doniamo ciò che a nostra volta abbiamo ricevuto in dono dalla Natura; ed è nel seguire l’esempio di quest’ultima che  facciamo altrettanto con gli altri, nel condividere cioé la cultura dell’autoproduzione e della solidarietà, senza alcuna pretesa di ricevere, cosicché l’atto del ricevere è solo diretta conseguenza del nostro e dell’altrui donare (per ciascuno che dona c’è un altro che riceve!).

Un’attenta lettura del termine BIO(s)CAMBIO vuole indicare sia il cambiamento del proprio stile di vita, bio(s)=vita, basato sull’autoproduzione dei beni necessari alla sussistenza (casa, ortaggi, frutta, pane, detersivi…), sia la condivisione di idee, progettualità e dell’attività di dono-scambio così come viene indicato dalla doppia freccia della “S” visibile nel logo.

Un esempio di spedizione di semi imbustati

In BIOsCAMBIO non si intende condividere solo generi agricoli autoprodotti, semi ed altro materiale propagativo (come talee, marze, tuberi, bulbi, rizomi, ecc.,  piante acquatiche, alghe, insetti utili alla lotta biologica: predatori, antagonisti, iperparassiti, ecc),  ma anche tutte quelle conoscenze, esperienze personali di coltivazione e quant’altro possa tornare utile al nuovo stile di vita di chi propugna il ritorno all’agricoltura familiare e la cultura dell’autoproduzione/autocostruzione per il proprio sostentamento, come stile di vita e forma di lavoro non retribuito.

BIOsCAMBIO  non è, e non vuole essere, un’associazione legalmente costituita, ma solo un gruppo autogestito di autoproduttori per l’autoconsumo che credono nei valori dell’amicizia, della solidarietà, della condivisione libera e gratuita e che ripudiano sia il commercio che la proprietà intellettuale tanto degli organismi viventi quanto delle opere culturali, nell’aderire all’anticopyright delPDA (Pubblico Dominio Antiscadenza) basato sulla “rinuncia volontaria ai diritti d’autore“.

BIOsCAMBIO è la comunità di coloro che sono stanchi di una società intrisa di contraddizioni e ipocrisie; di una società che privilegia solo gli scambi commerciali finalizzati al lucro e al mero profitto a discapito della dignità della persona, del rispetto dell’ambiente naturale, della qualità e della biodiversità.

BIOsCAMBIO è la comunità di quelli che hanno deciso di ridurre al massimo i propri consumi, conducendo uno stile di vita a favore dell’ambiente naturale, per dedicarsi alla autoproduzione/autocostruzione attraverso l’uso di semplici metodiche e tecnologie appropriate.

BIOsCAMBIO, in definitiva, vuole favorire la cultura anticommerciale della condivisione e della solidarietà per mezzo del dono-scambio di materiale riproduttivo (semi) e propagativo vegetale, di specie e varietà botaniche, eduli e non, di interesse locale, nonché di quelle a rischio di erosione genetica e/o estinzione.

Con la registrazione al Forum di BIOsCAMBIO puoi inserire i tuoi annunci per gli scambi dei semi ed altro materiale propagativo vegetale e partecipare con proposte, suggerimenti e/o collaborazioni all’autogestione e puoi accedere anche al pannello di controllo utente del sito web (work in progress) e contribuire direttamente, e da subito, ad ampliare le pagine del sito e pubblicare articoli inerenti gli argomenti che tratta BIOsCAMBIO.

Comments (16)

  1. GRAZIEEEEEEEEEE

  2. Pingback: BIOsCAMBIO - la comunità autogestita e anticommerciale | Lo Scrigno Delle Meraviglie

  3. Bella idea, da un punto di vista spirituale e ideologico condivido e non eccepisco.
    Pongo però il problema pratico del trasporto per gli sCAMBI (persone o cose).
    Un corriere disponibile allo scambio senza retribuzione è cosa difficile ma si potrebbe trovare.
    E’ il petroliere che ci fornisce carburante in cambio di sementi il problema, non ce lo vedo proprio…

    • BIOsCAMBIO non è un sito che promuove lo scambio fine a se stesso, bensì quello scambio (non solo di semi, ma soprattutto di esperienze e informazioni) che serve per aiutare coloro che si accingono ad intraprendere l’autoproduzione/costruzione come nuovo stile di vita.
      BIOsCAMBIO auspica e promuove la nascita dei GASeS (Gruppi di Autoproduzione Solidale e di Scambio) in modo da permettere ed incentivare lo scambio delle autoproduzioni siano esse individuali, collettive e/o familiari a livello locale, motivo per cui la problematica del trasporto a cui accennavi tu è irrilevante, dato che si tende ad operare ed agire nel proprio territorio.

      Ciao e grazie per il commento.
      Domenico

  4. grazie a te per la risposta.
    vorrei meglio approfondire il progetto dei GASeS, in particolare se necessitano di sede fisica per riunioni periodiche, e se tali riunioni siano chiuse e/o aperte agli esterni.

    • I GASeS non esistono ancora e sono solo una mia idea o diciamo meglio una mia speranza: naturalmente, al pari della stessa autoproduzione/costruzione dovrebbero nascere spontaneamente e non certo come proposta politico-sociale di un leader o di una organizzazione, bensì come una conseguenza o come esigenza di confronto, di conoscenza e di solidarietà tra quanti hanno scelto di praticare l’autoproduzione/costruzione per l’autosostentamento profondamente consapevoli del fatto che, nel ricevere un bene gratuito, quindi un dono, dalla Natura (mi riferisco al prodotto agricolo, ma non solo…), altrettanto siamo chiamati a fare nei confronti dei nostri simili e dell’ambiente stesso. Non si tatta quindi di riunirsi in nome di una proposta o un’idea per la quale raccogliere consensi con l’assurda presunzione di voler cambiare il mondo (proprio e quello degli altri), buono a sbagliato che sia, ma si tratta di agire individualmente o in piccole collettività, confinati nel proprio ambiente naturale quotidiano, solo per l’esigenza di voler migliorare noi stessi e, di conseguenza, anche la vita degli altri a partire da quelli che ci stanno accanto, partendo da una pratica, qual’è l’autoproduzione, che solo apparentemente sembra essere più assurda del mondo impossibile in cui viviamo, ma che in realtà si prospetta come una delle poche strade “autentiche” da percorrere.
      Per gli eventuali incontri dei GASeS non esistono perciò nè periodicità, nè sedi e nè modalità prestabilite: gli incontri, se nasceranno, nasceranno così, spontaneamente, come una sentita esigenza tra praticanti autoproduttori e sostenitori di quello che rappresenta in sè il primo di tutti i GASeS, vale a dire la Comunità di BIOsCAMBIO, secondo lo spirito e lo stile proprio di un gruppo di base autogestito e quindi non costituito in associazione legalmente riconosciuta (aggiungerei volutamente).
      In definitiva dovrebbero partecipare a questi incontri dal vivo solo autoproduttori/costruttori seriamente motivati e interessati a questi argomenti ed a questo diverso stile di vita, siano essi neofiti o già esperti del campo.

      Ciao, Domenico.

  5. Eppure ritengo importante e coerente con quanto esposto in precedenza, essere presenti con sedi fisiche nel territorio, per dare possibilità a tutti di toccare con mano che un cambiamento culturale è possibile.
    Il “dono” è conseguenza del Dono primordiale di Natura e quindi abbraccia un orizzonte universale.
    Visto che si parla di eliminare ogni ipocrisia, è giusto sottolineare il fatto che seguendo queste logiche si incappa sul concetto di “proprietà”, che è ben lontano dalle leggi di Natura ed è quanto di più umano ci possa essere.
    Scambiarsi doni in una cerchia chiusa di persone autoproduttori/costruttori equivale ad un baratto, anche intellettuale volendo, ma pur sempre un “do ut des”.
    Se si vuole parlare di Dono, a mio modesto avviso, è necessario allargare il discorso e farne “divulgazione”, anche perché se non ci sarà tale cambiamento culturale da parte della base, la legislazione potrebbe non consentire di poter svolgere quelle pratiche che al momento (ma non so per quanto altro tempo) sono fattibili.
    C’è un altro aspetto. Il nullatenente/disoccupato in quest’ottica sopperirebbe, non avendo modo di ricevere doni dalla Natura (altrimenti sarebbe costretto a violare le leggi appropriandosi di prodotti altrui) né tantomeno una possibilità di vita dignitosa (problema dell’alloggio). Ecco perché è fondamentale l’apertura e il coinvolgimento di quante più menti/braccia, neofiti e non.

    • Il Dono rappresenta il puro agire volontario, incondizionato, avulso dalle regole e a prescindere dalle forme delle relazioni contrattuali quale invece è sottoposto il baratto e quindi, quando esercitato il Dono non può mai essere confuso con quest’ultimo.
      Con la pratica del Dono si capisce che non è più il tempo di parlare ma solo di cominciare ad agire spontaneamente e ognuno nel proprio piccolo, confrontandosi coi propri simili a partire dalle cose concrete a propria misura/esigenza (autoproduzione/costruzione).
      Ai fini dell’autoproduzione agricola e dell’autocostruzione della propria casa è fondamentale l’individuazione e l’uso del terreno, ma tale uso va oltre il significato della proprietà (la proprietà è certamente un furto, ma una proprietà che non genera un uso, così come un uso che non sfoci mai in proprietà, a mio avviso sono reati peggiori!) e i disoccupati e i nullatenenti farebbero bene ad esigere, occupandoli da subito, terreni demaniali sia per lo svolgimento della loro attività autoproduttiva di sostentamento che per quella abitativa e forse i GASeS potrebbero avere un ruolo decisivo in tal senso :), ma il buon funzionamento di un gruppo dipende solo dalla volontà, dalla caparbietà e dalla capacità dei singoli autoproduttori/costruttori.

    • pensavo : chi vuole divulgare lieto sia di farlo, se ne sente il bisogno lo realizzi, e anche senza convincere gli altri a doverlo fare, un po’ come il dono!

      • Scusa Luca, ma non ho ben capito a cosa ti riferisci quando dici: “chi vuole divulgare lieto sia di farlo“…

  6. Ciao Mimmo
    sono Anna, son capitata per caso in questo forum, cercando attrezzature e semenze in dono, per un progetto che sta nascendo qua a Domodossola, di un orto sociale.
    Faccio parte di una caritas parrocchiale insieme ad altre persone come me che condividono questo bellissimo concetto che tu hai espresso benissimo e che condivido pienamente. Il reciproco dono, in termini di tempo (io faccio volontariato da tanto) o di aiuto reciproco, o condivisione di esperienze, è una cosa meravigliosa, che ti arricchisce il cuore. Ecco allora il perchè bisogna divulgare e sensibilizzare questo pensiero, per farlo diventare realtà reale e pratica. Nella nostra realtà, abbiamo cercato un terreno e gratuitamente ce lo han messo a disposiziione, quindi il progetto vorrebbe coinvolgere persone disoccupate, disagiate, che si rivolgono al nostro centro ascolto, che si trascinano e dargli una opportunità di riscattarsi, educandoli, che si può ricevere, ma anche dare, in questo caso ore di lavoro in un orto solidale, gratuitamente, e tutte le persone di buona volontà che ci regaleranno il loro tempo, per il benessere di tutta la comunità. Spero sarà un luogo di scambio di relazioni ed esperienze all’insegna del ritornare alla terra da Madre Natura, che sempre ci dona gratuitamente. E’ per questo che non avendo gran chè di fondi (facciamo attività per trovarne,che fatica!) cercavamo qualcuno che ci donasse attrezzature e semi biologici, in un presupposto di scambio reciproco nel prossimo tempo.
    Ciao ti auguro tante buone cose
    Anna

    • Ciao Anna, ti ringrazio per il caloroso commento e ti/vi invito a iscriverti/vi a partecipare al Forum di BIOsCAMBIO registrandoti/vi a questa pagina: attraverso il Forum possiamo restare costantemente in contatto e scambiare semi, informazioni utili all’autoproduzione e risolvere volta per volta tutte le problematiche che dovessero presentarsi durante il vostro percorso.
      Una volta registrata al Forum ti suggerisco di presentarti a tutti gli altri scrivendo qui e riformulando la richiesta in dono dei semi: vedrai che qualcuno degli amici vi invierà qualcosa (me compreso se mi invierai in MP – messaggio privato l’indirizzo a cui spedire il tutto).
      Per le attrezzature necessarie alla coltivazione non serve molto: qualche strumento a mano tipo zappa, rastrello, forcone non costano molto, mentre tante altre cose si possono semplicemente autocostruire con un po’ di sforzo e di inventiva; credo che alle vostre latitudini sarebbe utile una serra, naturalmente autocostruita, che permetterebbe di allungare un po’ il periodo produttivo…(a breve pubblicherò il nuovo sistema di riutilizzazione dei vuoti in plastica di bottiglia per farne un efficace e veloce semenzaio).
      Allora che dire se non, a presto risentirci, augurandovi un buon lavoro di auto-produzione/costruzione! Da parte mia e di BIOsCAMBIO, naturalmente, il massimo sostegno a voi tutti 😉
      Domenico

  7. Ho tanti semi da scambiare dato che coltivo un orto io cerco semi di basella rubra

    • Ciao Franca e benvenuta.
      No il sito non è morto è solo che l’attività di scambio dei semi ed altro si svolge sul Forum del sito a questo link http://www.bioscambio.it/forum/
      Io avevo dei semi di “basella rubra” raccolti personalmente in India: sono riuscito a farci 2 piante l’anno scorso ma purtroppo non sono fiorite e non ho potuto rifare i semi pur avendole messe in serra (non riscaldata). Io sto in Toscana e forse al Sud questa pianta riesce a fiorire… Magari chissà che in primavera dalla radice non spunti un nuovo germoglio e allora… ma ormai ci spero poco 🙂
      Ciao, Domenico

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