“L’orto delle differenze”: l’incontro a Lucca con Dhartisatra di BIOsCAMBIO

Il 13 maggio scorso il programma della Associazione “I giardini del futuro” presso la Biblioteca Civica Agorà di Lucca, ha proposto un’altra bella iniziativa sotto l’insegna della biodiversità: “L‘orto delle differenze.

È intervenuto sul tema il dr. agr. Domenico Vitiello (Dhartisatra) che è anche il fondatore dei  progetti BIOsCAMBIO e Anticopyrightpedia.

La biblioteca ha sede nell’ex convento dei Padri Serviti costruito intorno al 1300 dall’Ordine dei Servi di Maria, col suo bel chiostro quattrocentesco divenuto oggi luogo ideale di incontro e di scambio culturale.

La lezione ha intrattenuto i partecipanti dalle ore 10 alle 12 con uno scambio proficuo di informazioni e riflessioni sulla posizione dell’ uomo nel ciclo della Natura e  della sua relazione-connessione con le piante e con il suolo.

La biodiversità introdotta dalle parole di Dhartisatra, ha toccato molte questioni dell’agire umano e di quella concezione della massimizzazione della produzione che ai fini del mercato predilige la monocultura a discapito della ricchezza varietale della coltivazione sinergica e pluricolturale.

Egli esordisce con la massima di G. B. Vico (filosofo napoletano del ‘700 e suo conterraneo):

Gli uomini prima sentono senza avvertire, dappoi avvertiscono con animo perturbato e commosso, finalmente riflettono con mente pura

Con essa invitava subito i partecipanti a riflettere sul fatto che la riflessione e quindi la saggezza, così come sosteneva il filosofo G.B. Viconon potevano giungere se non alla fine di un percorso di conoscenza e di esperienza dell’intimo rapporto tra noi ed il resto del vivente che ci circonda (tutto è vita, perché tutto vibra, compreso i minerali) confidando nella grande capacità innata umana di saper cogliere la sua giusta dimensione e collocarsi al posto giusto nella catena della Natura.

Si è più volte sottolineato che la Natura ha in se’ la varietà cioè la biodiversità e un proprio ordine-disordine funzionale, citando Fukuoka e la sua filosofia.

Il metodo di Fukuoka si ispirava al concetto del Mu, “senza, nucleo dell’insegnamento del Buddhismo Zen. Fukuoka si riferiva, infatti, alle sua pratica di coltivazione come “agricoltura del non fare”. Per lo Zen l’Universo è in un costante divenire, in cui ogni cosa avviene spontaneamente. Per questo, si ritiene che il miglior modo di agire sia “senza” agire, lasciando libero quel meccanismo di autoregolazione che può manifestarsi soltanto se non gli si fa violenza, una sorta di armonia già insita nell’esistente.

Nell’Universo della Natura tutto esiste e vive e tutti gli esseri viventi, ha ribadito il dr. Domenico Vitiello: animali, piante, minerali, sono correlati e agiscono in risonanza e soltanto l’uomo, insiste col voler sottomettere la terra attraverso le coltivazioni intensive e lo sfruttamento indiscriminato e intensivo del suolo e dell’aria, generando impoverimento e uccidendo la sua stessa naturalità e capacità di rigenerazione.

Tuttavia l’osservazione, il rapporto quotidiano con l’orto, e perché no, la contemplazione della Natura, portano alla saggezza e a quella forma di spiritualità di cui è intrisa la materia tutta. Lo stesso nome in sanscrito di “Dhartisatra”, composto dalle tre parole dharti (terra) sat (spirito) (dono) e datogli in un “sogno lucido” dal maestro Ramana Maharshi, sta a significare:

lo spirito come dono della terra” e viceversa la terra quale dono dello spirito

Le esperienze della coltivazione dell’orto sinergico adiacente alla biblioteca, sono state un altro spunto per ricercare insieme nuove soluzioni di coltivazione suggerendo ad esempio la consociazione di piante ortive tradizionali con piante alimurgiche, cioè le spontanee selvatiche eduli: farinello (Chenopodium album), strigoli (Silene alba), ramolaccio (Rhaphanus raphanistrum), cicoria selvatica (Cichorium intybus, piantaggine (Plantago lanceolata), piattella o ingrassaporci (Hypochoeris radicata), sono solo alcuni esempi di piante da inserire e da utilizzare quotidianamente nell’orto.

Oltre alla pacciamatura fatta con la paglia, che agevola la crescita delle piante coltivate (mentre controlla quelle non desiderate) e mantiene l’umidità del suolo, la fertilità può essere alimentata con la decomposizione delle sostanze prodotte dai residui delle piante ortive depositate lungo i filari.

L’incontro si chiude con una originale affermazione di Dhartisatra all’insegna della maggiore “coscienza dei vegetali”:

“…lo stesso Budda aveva scelto di meditare non a caso in posizione di loto, mostrando cioè solo la metà superiore del corpo in postura eretta, proprio come i vegetali espongono solo il fusto eretto e la chioma, imitando quindi l’albero della Bodhi (ficus religiosa) e sotto il quale (sempre non a caso) ricevette poi l’illuminazione e il risveglio interiore!” 

 

About esuviana

Laurea in filosofia. Insegnante. Amore per la vita agreste.

18. maggio 2018 by esuviana
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