In crescita la città verde: progetto AV Urban Farming

(Traduzione dell’articolo Growing a green city  pubblicato sulla rivista”AV Today” di marzo-aprile 2015)

  Avete camminato di recente intorno al municipio (di Auroville)? Potreste essere sorpresi da quel che si vede. Immerso in quella densa zona urbana, circondata su tutti i lati da edifici, si possono trovare giovani piante di banane, magnifici buganvillea arrampicati sulle pareti di Citadines, un consistente orto, e un sistema di irrigazione a goccia che fornisce acqua a giovani alberi da frutto. Il team che sta dietro questo lavoro fa parte del movimento di verde della città e di ‘crescita delle persone’. E non c’è posto migliore per lanciare l’iniziativa Auroville Urban Farming (Centro città) che il centro amministrativo della città.

Pyrostegia venusta

“Pioggia sovramentale” (Pyrostegia venusta) coltivata sui balconi di Citadines

  Un anno fa, dei ricercatori canadesi vennero a Auroville e condussero una valutazione del “verde” in città. I loro parametri di “verde” andavano oltre l’ammontare della copertura forestale e piantagioni verso l’includere l’emento umano, come la presenza di spazi condivisi ed attivita’ inter-generazionali e interculturali aperte a tutti.

Mappa del progetto AV Urban FarmingDidascalia immagine: la mappa mostra queste aree come definite da un’analisi Permaculturale delle zone, che è un metodo utilizzato per organizzare il soggiorno / spazio di lavoro in modo da ridurre il consumo energetico e aumentare l’efficienza. I numeri di zona sono relativi alla frequenza di utilizzo e alla loro importanza nella nostra vita.

 Conclusero che la zona circostante il municipio era quella più verde della città quale posto migliore per sperimentare l’agricoltura urbana, o il processo di coltivazione, trasformazione e distribuzione di cibo nelle aree urbane a livello di quartiere. “Anche se l’agricoltura urbana è una pratica comune e ben nota in tutto il mondo, spesso dobbiamo ancora spiegarlo agli Auroviliani”, dice Ricky, un volontario a lungo termine e il conduttore del progetto.

 Il progetto Auroville Urban Farming (Centro città), adesso ha già un anno ed è un esempio di modello integrato di paesaggio urbano sostenibile con particolare riguardo alla produzione di alimenti biologici, compreso TDEF (Tropical Dry Evergreen Forest) di piante resistenti alla siccità, ornamentali, frutticole e ortive, piante medicinali e rampicanti. Il team ha identificato quattro aree differenti all’interno dell’area amministrativa del centro della città. Ogni area ha il potenziale di diventare un modello di autoproduzione, in base ai diversi usi e necessità dei propri beneficiari.

 Un’area sarà destinata a una foresta alimentare e ha già iniziato ad evolversi. Lavorando in stretta collaborazione con Jeremy, residente della comunità di Existence Forest, il gruppo sta creando una foresta alimentare, producendo cibo negli spazi liberi tra gli alberi, dove la luce solare è limitata. Lo scopo è di realizzare una foresta alimentare di cibo sano, e poi invitare i forestali sul luogo per ispirare e mostrare loro come fare a loro volta.

 Un’altra area si concentrerà sulla produzione di cibo sui tetti, col giardino pensile previsto per Mitra Youth Hostel e Citadines come modello. Se un giardino pensile può essere già coltivato sul tetto di un edificio con una popolazione che cambia continuamente, potrebbe ancora di più essere replicato in Auroville nei condomini con residenti a lungo termine. Questo tipo di lavoro sta procedendo secondo le linee avviate da Auroville Collaborative.

 Un’altra area ancora si svilupperà intorno all’aspetto educativo, utilizzando lo spazio aula a Mitra Youth Hostel per realizzaare workshop, conferenze o manifestazioni in agricoltura urbana. Sebbene workshop ufficialmente non siano ancora iniziati, ci sono state visite informali dei giardini e degli eventi partecipativi per i volontari per trapiantare le piante.

 Una zona cuscinetto tra l’abitato e l’area amministrativa, ancora in fase nascente, è un corridoio verde che ospita una combinazione di specie ornamentali, TDEF, medicinali e piante ortive. Esiste già un giardino-orto ben tenuto dietro l’edificio SAIIER con melanzane, fagioli, banane, spinaci, mais, pomodori, ananas, ibisco, papaia, Thulasi, e altro ancora. Il resto del territorio è stato piantato a fasi. Questo corridoio verde testimonia la collaborazione tra i vari soggetti, tra cui gli amministratori del Municipio, Inspiration, Mitra Youth Hostel, Citadines, La Maison Des Jeunes, SAIIER ed Existence. Si spera di dimostrare come attraverso un’intelligente integrazione paesaggistica, una delle zone più popolate della città possa anche contenere la vegetazione più densa e varia.

 Il team che sta dietro il progetto è composto di individui con interessi e provenienze diversi. Riccardo, un ventitreenne volontario italiano a lungo termine, è arrivato ad Auroville nove mesi fa per studiare la sicurezza alimentare di Auroville per la sua tesi di specialistica. Ha scoperto che quando il piano cinquennale di sviluppo agrario non si è manifestato, la sicurezza alimentare di Auroville rimase praticamente inalterata, nonostante tentativi come Localicious, gruppo che lavora per promuovere progetti di CSA (Community supported agriculture), come il mercato degli agricultori schemi per il pranzo vantaggiosi.

Egli ritiene che qualsiasi piano per la sicurezza alimentare in Auroville debba responsabilizzare l’individuo a impegnarsi attivamente nell’autoproduzione alimentare. Dopo aver presentato la sua tesi, Riccardo tornò ad Auroville per cominciare a manifestare questa idea, messa a fuoco per ora sulla messa a punto dell’organizzazione, raccolta fondi, conciliando il mondo accademico con gli aspetti pratici del progetto.

 Un altro del team, sviluppatore a lungo termine, è Luigi, il cui doppio amore per l’estetica e lo sviluppo agricolo trovano finalmente modo di unirsi in questo progetto. Egli si impegna a dimostrare la tesi che “con la costruzione di una città a più strati, possiamo aumentare il verde”.

 Fanno parte del team Senthil, che bada a mantenere la comunicazione tra i membri del team facile e scorrevole e Brian, che sta iniziando a documentare e costruire un quadro di riferimento che consideri l’agricoltura urbana come parametro per i futuri sviluppi urbani. Poi c’è il volontario Roberto che si prende cura della grafica (media) e contribuisce a costruire giardini, così come l’auroviliano Gino, che si concentra sull’aspetto educativo, organizzando tour nei giardini e laboratori sul percorso del cibo prodotto dal seme fino ad arrivare in tavola per ritornare alla semina. “E, soprattutto, gran parte del lavoro pratico del progetto, come ad esempio l’installazione di tutti gli impianti d’irrigazione a goccia”, spiega Riccardo, “non sarebbe possibile senza la collaborazione del nostro caro amico Jaiakash giardiniere di Citadines che tiene molto bene il passo con tutti questi sforzi innovativi”.

 Anche se il progetto è nuovo, uno delle più grandi sfide finora è come utilizzare l’acqua per le piante nel modo più appropriato. I membri del team hanno installato un sistema d’irrigazione a goccia all’interno del corridoio verde, con la prospettiva di riuscire a coltivare in futuro solo utilizzando acqua piovana o acqua di scarico dai sistemi di trattamento. Se questi intendono utilizzare le acque reflue, allora bisognerà lavorare con i residenti anche per affrontare la questione di ciò che viene immesso nello scarico. Anche utilizzando l’acqua solo per gli alberi da frutto, il team dovrebbe lavorare per aumentare negli altri la consapevolezza che l’acqua che utilizziamo in cucina e nel bagno, alla fine, può essere usata per produrre il nostro cibo. E dato che crescerà cibo in abbondanza appena fuori porta di casa, ha senso anche insegnare ai residenti a cucinare cibo locale e su come ad esempio preparare steli e fiori di banano.

Banano (Musa paradisiaca)

 Pianta del banano (Musa paradisiaca) coltivata nella foresta

  Il team si ritrova ad affrontare una sfida similmente a molti altri start-up di Auroville: la mancanza di risorse umane e la mancanza di sostenibilità finanziaria a lungo termine. Per ora è un invito aperto a tutti coloro che vogliono apportare le loro competenze e le energie a favore dell’agricoltura urbana. Per quanto riguarda i finanziamenti, ci si affida sugli sforzi di raccolta fondi come il crowd-funding per sbarcare il lunario.

 Finora la risposta al lavoro è stata assolutamente positiva. Il lavoro delle squadre incaricate a ciascuno argomento è soddisfacente. Il complesso delle relazioni instauratesi inizialmente è stata una parte importante: “Vengono prima gli amici e poi il lavoro”, dice Riccardo. E la risposta da parte della comunità è stata anche positiva, come quando 42 persone si presentarono per una passeggiata al progetto organizzato da AV Green Centre. Raccogliere il sostegno della comunità non è solo importante, è fondamentale. “Questo è un progetto collettivo”, dice Riccardo. “Il nostro obiettivo non è solo quello di produrre cibo. Il nostro obiettivo è di dimostrare che non dobbiamo fare affidamento sui mercati esterni. Consiste sia nel piacere di coltivare il cibo, che nella capacità di autosostentamento in caso di problemi di approvvigionamento dall’esterno. Si tratta cioé, di sovranità alimentare”.

 Tutto il cibo prodotto nel corridoio verde sarà gratuito per chiunque verrà a usufruirne. Ciò consentirà di aumentare la sensazione di abbondanza e benessere generale nella zona. “Autoprodurre cibo è già un bene, ma la produzione contemporanea di un benessere ambientale è ancora meglio“, dice Luigi. “Vogliamo fondere insieme bellezza, crescita delle piante alimentari, e un uso ottimale di acqua – in pratica un sistema olistico. Vogliamo migliorare la qualità della vita in queste zone. In ultima analisi si tratta di trovare un’armonia tra la natura, gli esseri umani e lo spirito e l’agricoltura urbana è solo un momento di una ricerca molto più grande “.

 Per saperne di più sul progetto Auroville agricoltura urbana (Centro città), si prega di visitare il sito www.avurbanfarming.blogspot.in mentre quest’altro è il link per poter scaricare il file pdf informativo (in inglese) per le donazioni.

 Ing-Marie

About Dhartisatra

All'anagrafe sono Domenico Vitiello, classe 1960, napoletano, libertario e fondatore di BIOsCAMBIO. Laureatomi in scienze agrarie, ho rinunciato quasi da subito a esercitare la professione, dedicandomi, dal 1991, a tempo pieno, all' autoproduzione orto-frutticola per l'autoconsumo (agricoltura bio-naturale). Coltivo e pratico lo scambio dei semi, prediligendo vecchie varietà, in un terreno in proprietà di circa mq 3.500 a San Giuliano terme (PI), laddove vivo in una biocasa autocostruita di circa mq 40. In quanto ideatore e promotore dei GASeS (Gruppi di Autoproduzione Solidale e di Scambio) che sono alla base di BIOsCAMBIO, il mio primario interesse, oltre a quello di dedicarmi alla loro diffusione, è rivolto nei confronti di quella che considero la più importante e impegnativa missione per l'uomo se vorrà continuare ad esistere sulla terra in modo equo e consapevole: riuscire a condurre, insieme agli altri, una decente e piacevole esistenza a impronta ecologica zero o comunque prossima a zero! CONTATTO SKYPE: alias_mimmo

12. giugno 2015 by Dhartisatra
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