GUIDA PRATICA BIOsCAMBIO N°2: LE NUOVE BOTTIGLIE SEMENZAIO

A circa 2 anni di distanza dalla “Guida pratica BIOsCAMBIO n°1: la bottiglia semenzaio”  del 2012, metodo ideato da Domenico Vitiello (alias_mimmo) e Rosella Federigi (esuviana) del GASeS di Pisa, con l’attuale inizio di Primavera, sono sbocciate anche  “Le nuove bottiglie semenzaio metodo molto migliorato dagli stessi autori, più efficace e più semplice da realizzare.

Prima di parlare in dettaglio del metodo, ci tengo però a chiarire che non si tratta di idroponica bensì di agricoltura bio-naturale ed ecosostenibile dato l’uso di terriccio biologico come substrato e dato il pluriutilizzo dei vuoti di bottiglie di plastica.

Comincio dunque col chiarire la differenza che c’è tra riutilizzo e riciclo, che spesso e volentieri sono confusi tra loro.

Il RIUTILIZZO è quella pratica che aumenta la vita naturale dei materiali, biodegradabili o meno e ovviamente non pericolosi o tossico-nocivi, a livello del loro uso (uso proprio o alternativo) come ad esempio il riutilizzo delle buste di plastica, dei vuoti di bicchieri e il pluriutilizzo delle nostre bottiglie semenzaio, prima del loro smaltimento come rifiuto.

Il RICICLAGGIO è invece l’uso di un oggetto ricavato da materiali di rifiuto che sono stati rivitalizzati dopo lo smaltimento da raccolta differenziata, come ad es. carta riciclata, plastica riciclata, vetro riciclato e così via.

Ragion per cui per ridurre il volume e la produzione dei rifiuti andrebbero riutilizzati più volte e in modo creativo gli oggetti, prima del loro smaltimento per il riciclaggio.

Chiarito ciò, veniamo ora a parlare delle sostanziali differenze tra le “Nuove bottiglie semenzaio” e il metodo precedente abbinato ai bicchieri monouso:

1)  Eliminazione dei bicchierini monouso in plastica

Bottiglia semenzaio (piena di terriccio e vuota)

nel nuovo metodo si usano solo e direttamente i vuoti delle bottiglie di plastica ricavando, dalla metà inferiore il serbatoio in cui mettere l’acqua e dalla metà superiore il recipiente che dovrà contenere il terriccio per la semina, che viene inserito nel serbatoio col tappo rivolto verso il basso e su quest’ultimo vengono realizzati alcuni fori con la punta di un chiodo per consentire la risalita capillare dell’acqua;

2) Notevole riduzione dei volumi di acqua per l’irrigazione

L’acqua contenuta nel serbatoio è di soli 300 cc rispetto ai circa 1.200 del metodo precedente, e per ripristinarla basta semplicemente sollevare la metà superiore contenente il terriccio e versare l’acqua da una bottiglia, fino ai 2/3 del serbatoio, in modo da sommergere completamente il tappo. Tra il tappo del collo di bottiglia contenente il terriccio e il fondo del serbatoio, bisogna che rimanga uno spazio di circa 1 cm per permettere sia uno stabile appoggio della parte superiore sulle pareti del serbatoio, che la risalita dell’acqua.

3) Creazione, in fase di ripicchettamento delle piantine, di 4 settori con un semplice foglio di carta ripiegato (metodo origami)

 Bottiglia semenzaio con cartoncino creasettori

Dicevamo che i bicchierini monouso in plastica adoperati nel precedente metocdo anche in fase di ripicchettamento sono stati eliminati e le piantine vengono ripicchettate direttamente in altri contenitori adoperando un sistema di settorizzazione del terriccio in 4 alveoli, tramite semplici fogli di carta di cm 20 x 20 (di quella un po’ più rigida) appositamente ripiegati.

4) Creazione di coperture di protezione da uccelli, lumache e insetti fitofagi, ricavandone 2 per ogni bottiglia

 Bottiglie semenzaio con serrette di copertura

Alcune specie ortive appena spuntate dal seme sono subito preda di insetti, uccellini, lumache, ecc, per cui è bene proteggere i germogli nella primissima fase di crescita realizzando delle semplici copertura ad incastro sui vasetti. Da ogni vuoto di bottiglia possono essere realizzate due coperture, una dalla metà inferiore e l’altra dalla metà superiore, sulle quali si ritagliano 2 alette e 4 incastri oltre ai buchi per l’aerazione. In caso di eccessiva condensa di vapore acqueo sulle pareti interne della copertura si può anche pensare di togliere il tappo e coprire con un pezzettino di retina antinsetto, ricavata magari riutilizzando la retina che si usa per confezionare cipolle e agli, fissandola con un semplice elastico.

5) realizzazione dei buchi con chiodo riscaldato per il collegamento in serie delle bottiglie per il ripristino del livello dell’acqua tramite il principio fisico dei vasi comunicanti

 Batteria di nuove bottiglie semenzaio collegate tra loro (3 + 1 serbatoio)

Se si possiede buona manualità, uin po’ di pazienza e tempo a disposizione, ma soprattutto se si ha la necessità di fare molte piantine per il trapianto, allora si può anche pensare di realizzare lunghe batterie di bottiglie semenzaio collegate tra loro da tubicini da 8 mm di diametro lasciando, in capofila, un unico serbatoio per ripristinare i livelli di acqua utilizzando il principio fisico dei vasi comunicanti. I fori per l’inserimento del tubicino vengono realizzati “a caldo” con la testa di un chiodo riscaldato sulla fiamma di un fornellino (dev’esserer rovente ma non incandescente), mentre le guarnizioni per la tenuta perfetta dell’acqua vengono fatte avvolgendo più volte (a seconda della necessità) del semplice scotch alle due estremità dei segmenti di tubicino.

NB: i tubicini si possono anche eliminare realizzando una batteria compatta ad esempio di 9 elementi + 1 serbatoio, incollando tra loro i serbatoi con un sottile strato circolare di colla universale per plastica (non silicone perché non incolla) messo intorno ai fori che vengono fatti combaciare tra loro, solo per il periodo dell’incollaggio, con una guida di cilindretto in cartoncino, anche se il metodo migliore per collegare tra loro i serbatoi di una batteria sinora da noi sperimentato, si è rivelato essere quello della “occhiellatrice a mano”  dato che l’occhiello permette sia il collegamento tra 2 serbatoi che il passaggio dell’acqua; in tal modo non solo si evita l’uso della colla, ma anche di dover bucare i serbatoi col “chiodo caldo”, essendo l’occhiellatrice dotata di un semplice sistema a pressione per realizzare i fori per gli occhielli (prossimamente vedremo di mostrare o con foto o con video questa ulteriore semplificazione del metodo).

Batteria compatta (senza tubicini) 9+1 di serbatoi 

Batteria compatta (senza tubicini) 9+1 completa

Attenzione a riempire tutti i serbatoi a partire dall’unico in capofila e attendendo pazientemente che l’acqua fluisca a tutti gli altri, altrimenti si rischia di creare bolle d’aria all’interno dei tubicini che interromperebbero il passaggio dell’acqua e a tenere il livello dell’acqua appena ad di sopra dei tappi in modo che questi ultimi siano completamente sommersi.

Inutile dire che il nuovo metodo delle bottiglie semenzaio, come il precedente, è stato ideato anche per il riutilizzo dei vuoti delle bottiglie di plastica, funziona a dovere ed  è pubblicato in anticopyright (PDA – Pubblico Dominio Antiscadenza), per cui diffondetelo quanto più potete e perfezionatelo pure (se vi riesce farlo naturalmente -;)) ma non dimenticate di comunicarci eventuali migliorie al metodo.

Clicca qui per il VIDEO NUOVE BOTTIGLIE SEMENZAIO 2014

Il video pubblicato su youtube, della durata di 27:15 min., mostra step by step tutte le fasi per la costruzione delle nuove bottiglie semenzaio ed è suddiviso in 5 parti:

I PARTE: La nuova bottiglia semenzaio (min. 0:14 => 3:29)

II PARTE: Coperture a incastro (min. 3:32 => 9:17)

III PARTE: Divisore in cartoncino (4 settori) (min. 9:18 => 14:47)

IV PARTE: Batteria di bottiglie semenzaio (min. 14:48 => 25:12)

V PARTE: Trapianto in orto (min. 25:14 => 25:45)

Per le musiche che accompagnano il video, abbiamo voluto privilegiare i nostri amici autori, tra i quali Luca Leggero con il suo primo brano anticopyright rilasciato in PDA – Pubblico Dominio Antiscadenza nel 2013 intitolato Something around Prince (as copyright symbol), un pezzo fatto assemblando frammenti di canzoni di Prince, immaginando che i brani musicali utilizzati si liberino e diventino di pubblico dominio. Quindi Marcello Cobino, anch’egli esponente anticopyright, già autore del 1° ebook anticopyright La scuola anarchica, qui in veste di chitarrista dei Soylent Tree con il brano “Enkidu” tratto dall’album Acid Blood del 2011. Infine Papamystic, un utente di BIOsCAMBIO, con i suoi 2 brani “Amara terra mia” e “Tenime assùle stu’pianète”. Apre e chiude il video il bel brano “Children of sound” dei Project Divinity tratto da Dharma Armada del 2009.

Per realizzare il video, ho dovuto trascurare per un po’ le mie piantine che però sapranno certamente perdonarmi… -;)

Sperando di aver fatto cosa utile, auguro una buona semina e buona autoproduzione a tutti!

Domenico (alias_mimmo)

Guarda anche l’articolo su GreenMe.it 

Dhartisatra

About Dhartisatra

All'anagrafe sono Domenico Vitiello, classe 1960, napoletano, libertario e fondatore di BIOsCAMBIO. Laureatomi in scienze agrarie, ho rinunciato quasi da subito a esercitare la professione, dedicandomi, dal 1991, a tempo pieno, all' autoproduzione orto-frutticola per l'autoconsumo (agricoltura bio-naturale). Coltivo e pratico lo scambio dei semi, prediligendo vecchie varietà, in un terreno in proprietà di circa mq 3.500 a San Giuliano terme (PI), laddove vivo in una biocasa autocostruita di circa mq 40. In quanto ideatore e promotore dei GASeS (Gruppi di Autoproduzione Solidale e di Scambio) che sono alla base di BIOsCAMBIO, il mio primario interesse, oltre a quello di dedicarmi alla loro diffusione, è rivolto nei confronti di quella che considero la più importante e impegnativa missione per l'uomo se vorrà continuare ad esistere sulla terra in modo equo e consapevole: riuscire a condurre, insieme agli altri, una decente e piacevole esistenza a impronta ecologica zero o comunque prossima a zero! CONTATTO SKYPE: alias_mimmo

20. marzo 2014 by Dhartisatra
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