Talee di Stevia rebaudiana come “germogli radicati”

(Documentazione fotografica a fine articolo).

Ricordo ancora con piacere quando, l’estate scorsa, in un dono-scambio fatto “al volo”, nei pochi minuti che precedevano l’inizio di un “Corso di Spagiria” a Viareggio, ricevetti da Francesca tre piccole piantine di stevia e alcuni rami secchi con sopra i fiori dai quali estrarne i semi da usare per la riproduzione.

Grazie ancora Francesca del prezioso dono-scambio ;)

Ricordo anche bene che in quella stessa occasione Francesca ebbe a riferirmi delle sue difficoltà riscontrate nel tentativo di propagare la stevia vegetativamente per talea, consigliandomi vivamente di riprodurla per seme.

Non me l’avesse mai detto, che subito il mio carattere di “appassionato autoproduttore”, stimolato da queste parole e dalle difficoltà riferitemi, ha preso il solito sopravvento suggerendomi di mettermi all’opera alla ricerca del modo più semplice ed efficace per produrre talee di stevia!

Ed eccomi ora coi risultati della mia ricerca.

Consapevole del fallimento per il tentativo di taleaggio di Francesca, probabilmente realizzato tramite taglio e interramento di rametti verdi (talee erbacee), ho sùbito deciso di adottare un sistema diverso per realizzare le talee e precisamente ho applicato il cosiddetto metodo della margotta di ceppaia che si usa in genere per produrre talee dai fruttiferi.

In pratica si esegue una rincalzatura progressiva di terreno alla base della pianta, allo scopo di stimolare l’emissione di radici avventizie sempre in corrispondenza della base interrata dei rametti stessi.

Con tale metodo ho potuto scoprire, con mia grande soddisfazione, che la stevia ha un alto potere di ricaccio di nuovi germogli dalla base!

Diversi mesi dopo la rincalzatura, la pianta era regolarmente cresciuta e fiorita durante tutta l’estate; ho così provveduto a fine ottobre, a scalzare piano piano la terra con getti di acqua, scoprendo i delicati germogli radicati che ho prelevato dalla pianta a gruppetti per mezzo di un trincetto e trapiantati in altrettanti vasetti.

Naturalmente questa operazione di prelievo e trapianto andrebbe fatta a inizio primavera che è senza dubbio il momento più propizio per questa pianta dato che sviluppando subito dei germogli fogliari e iniziando da subito a fotosintetizzare, le talee radicate riescono a fronteggiare meglio lo stress da trapianto: in tal modo avrei potuto separare singolarmente questi germogli e realizzare tante talee in più.

Ho voluto invece realizzare le talee ora in autunno per testare anche la loro resistenza in serra fredda, una volta messe in piccoli vasi, sapendo bene il rischio che corro.

I tre rametti principali della pianta, già ben radicati, ho provveduto semplicemente a separarli tra loro sempre col trincetto, a ridurne in ciascuno la lunghezza lasciandovi diversi “occhi” (gemme quiescenti) e a trapiantarli in vasi di media capienza.

Ora il tutto è in serra fredda in attesa della primavera e dei prossimi mercatini di BIOsCAMBIO, ma, per chi fosse interessato, può già cominciare a prenotarsi la propria piantina…sempreché riescano a superare l’inverno :)

Pianta di stevia con rincalzatura (margotta di ceppaia)

Pianta di stevia ripresa interamente

Pianta di stevia dopo aver tolto la rincalzatura tramite getto di acqua

Pianta di stevia senza la rincalzatura (dettaglio)

Germogli di stevia radicati

Prelevamento dei germogli radicati

 

Gruppetto di germogli radicati

Germogli singoli radicati

Foto di tutti i gruppi di germogli radicati prelevati dalla pianta madre

Trapianto germogli: preparazione fondo del vaso (drenaggio)

Primo strato di terriccio

Adagiamento del gruppetto di germogli radicati

Copertura dei germogli con terriccio

Leggero compattamento del terriccio

Preparazione del fondo dei vasetti con foglie secche (drenaggio)

Deposizione sul terriccio dei germogli radicati di stevia

Germogli radicati in dettaglio

Copertura finale dei germogli radicati con terriccio

Separazione (taglio radici) dei rametti principali della pianta di stevia

Prelevamento per trapianto dei rametti principali

Prelevamento per trapianto dei rametti principali (dettaglio)

Solita preparazione del fondo del vaso

Inserimento piantina

Potatura di buona parte del rametto per favorire la crescita radicale, lasciando qualche gemma

Rametto radicato a fine trapianto

Foto di gruppo delle tre nuove piantine di stevia, 2 delle quali in attesa di dono-scambio (la terza la tengo io per le prossime talee) insieme aille altre dei germogli radicati :)

 

Domenico Vitiello (alias_mimmo).

 

 

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About alias_mimmo

All'anagrafe sono Domenico Vitiello, classe 1960, napoletano, libertario e fondatore di BIOsCAMBIO. Laureatomi in scienze agrarie, ho rinunciato quasi da subito a esercitare la professione, dedicandomi, dal 1991, a tempo pieno, all' autoproduzione orto-frutticola per l'autoconsumo (agricoltura bio-naturale). Coltivo e pratico lo scambio dei semi, prediligendo vecchie varietà, in un terreno in proprietà di circa mq 3.500 a San Giuliano terme (PI), laddove vivo in una biocasa autocostruita di circa mq 40. In quanto ideatore e promotore dei GASeS (Gruppi di Autoproduzione Solidale e di Scambio) che sono alla base di BIOsCAMBIO, il mio primario interesse, oltre a quello di dedicarmi alla loro diffusione, è rivolto nei confronti di quella che considero la più importante e impegnativa missione per l'uomo se vorrà continuare ad esistere sulla terra in modo equo e consapevole: riuscire a condurre, insieme agli altri, una decente e piacevole esistenza a impronta ecologica zero o comunque prossima a zero! CONTATTO SKYPE: alias_mimmo

28. novembre 2012 by alias_mimmo
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